Articoli,  Libri

Diario di viaggio in Romania

 

Cari lettori,

di seguito trovate il mio racconto, selezionato dalla casa editrice “Idrovolante edizioni”, per essere pubblicato a breve all’interno di una raccolta intitolata “Professione viaggiatore”. Mi riempie di grande orgoglio entrare con le mie parole, le mie avventure e tutta la mia spontaneità in questa bellissima famiglia, dai grandi valori, che mi ha riservato una così calorosa accoglienza. Grazie di cuore.

 

 

Diario di viaggio in Romania.

 

Quando quattro anni fa ho deciso di trasferirmi a Bucarest, l’ho fatto anche perché volevo scoprire questa parte di mondo e i suoi segreti, nel misterioso est, considerato da chi non lo conosce come un luogo duro, abitato da persone fredde.

 

Ma forse è meglio fare un passo indietro e presentarmi. Mi chiamo Miriam, mi sono trasferita in Romania con la mia famiglia per motivi di lavoro di mio marito, ma dato che amo viaggiare ne ho approfittato per scoprire un posto nuovo nel modo più autentico, attraverso il contatto con le persone e visitandolo in lungo e in largo, fino ai luoghi più sperduti, proprio come piace a me.

 

Adesso che gli anni sono trascorsi è ora di tirare le somme di questa avventura che volge al termine e cosa di meglio potrei fare se non raccontare questo paese attraverso i miei viaggi?

 

Comincio a spendere qualche parola sulla capitale, perché Bucarest è diversa da tutto il resto del paese: c’è un grande fermento in tutte le attività, una voglia di crescere, di costruire, di affermarsi, è una città caotica ma non stressante dove le persone sono dinamiche ed estremamente accoglienti.

 

Io l’ho conosciuta un po’ alla volta, anno dopo anno,  partecipando ad alcuni dei tanti eventi culturali organizzati come concerti, mostre, mercatini, conferenze e eventi sportivi, come la maratona di ottobre, ho visitato i suoi monumenti e palazzi, da vera turista, per poi fare da guida a tutti gli amici che sono venuti a visitarla, ho trascorso un sacco di tempo a sbirciare in tutti i negozi , dall’abbigliamento alle librerie e all’antiquariato, approfittando delle pause per conoscere i caffè e i ristoranti più tipici.

 

La storia di questa città è interessantissima. Attraverso l’architettura e l’urbanistica si può facilmente riconoscere le tre epoche che hanno marcato i suoi ultimi cento anni: la monarchia, grazie ai suoi palazzi maestosi, i parchi e i grandi viali, il periodo comunista,  attraverso i suoi quartieri fitti di edifici senza soluzione di continuità e tante altre grandi opere di edilizia popolare sparse un po’ ovunque in modo disordinato,  oltre alla metropolitana e alla mastodontica Casa del Popolo ed ora la democrazia, che si manifesta con i negozi di lusso, i ristoranti alla moda, i bar, i locali notturni, i cartelloni pubblicitari e un’incessante ampliamento dei quartieri periferici, con la costruzioni di edifici moderni e centri commerciali.

 

Ma ora farò finta di dover consigliare un turista con lo zaino in spalla, che ha davanti a sé un paio di giorni per visitarla. Tanto per cominciare è meglio che ci sia il sole, perché con il sole, si sa,  ogni cosa diventa magica, quindi sceglierei la primavera, ma anche l’inizio dell’estate, oppure l’autunno, soltanto l’inverno è molto freddo, grigio e nevoso. Sceglierei inoltre un giorno in settimana, per entrare nel vivo delle abitudini quotidiane della città.

 

Un buon punto di partenza potrebbe essere la piazza Victoriei, la grande piazza del parlamento, per poi incamminarsi in Calea Victoriei, la strada dove nel passato facevano il loro ingresso in città gli aristocratici e la famiglia reale, per raggiungere il centro vecchio, zona pedonale molto turistica piena di caffè, ristoranti e attività commerciali e per finire farsi accompagnare dalle maestose fontane di piazza Unirii, verso il Palazzo del Popolo, edificio amministrativo tra i più grandi del mondo, secondo solo al Pentagono. Soltanto così trascorrerebbe un giorno intero.

 

Le cose da non perdere per me sono molte, ma io a questa città ci sono davvero affezionata, quindi cercherò di nominare solo quelle che preferisco.

 

Per esempio consiglierei di passeggiare in Calea Victoriei per ammirare l’architettura liberty del periodo pre-comunista: bellissimi palazzi , circondati dai loro giardini, si susseguono maestosi, alternandosi a parchi pubblici e chiese dall’architettura tipica ortodossa. Le attività commerciali sono in pieno sviluppo, nonostante molti spazi siano ancora vuoti i caffè sono dappertutto, proprio come in Italia e offrono la possibilità di una pausa comodamente seduti ad un tavolo, oppure una consumazione al banco, oppure un caffè da asporto, all’americana.

 

Tra le attività da fare all’aperto si può curiosare nei mercatini e nei negozi degli antiquari, che sono un po’ dappertutto. Le bancarelle di piazza Amzei, traversa di Calea Victoriei, per esempio, vendono colli,  cappelli e pantofole di pelliccia cuciti a mano, oggetti di antiquariato oppure fiori. Sulla piazza ci sono inoltre diversi venditori di specialità da asporto e qualcuno ha qualche tavolo per servire le salsicce tipiche rumene, i mici. L’ambiente nel suo insieme è davvero autentico ed è assolutamente da vedere per chi passeggia verso il centro storico.

Un altro spazio per gli antiquari si trova in una piccola e quasi invisibile stradina parallela ad una delle principali strade della zona pedonale del centro storico. Si gira l’angolo, lasciandosi alle spalle pub e locali per comitive e ci si ritrova in un contesto completamente diverso. I commercianti sono esclusivamente antiquari, pittori oppure venditori di materiale da disegno. I negozi da fuori sembrano piccoli, ma all’interno ci si può perdere per ore, per quanto sono riempiti di oggetti di poco valore di ogni genere ed epoca.

 

Un secondo consiglio è quello di visitare qualche chiesa. L’architettura religiosa ortodossa  è molto diversa da quella cattolica: all’interno le chiese sono poco luminose, completamente affrescate e decorate con oggetti in legno scolpito. Da non perdere è la minuscola chiesa Stavropoleos, costruita nel 1700 nel centro storico, vero capolavoro dell’architettura rumena. Per capirla un po’ meglio, non bisogna soltanto visitarla, bisogna fermarsi e prendere il tempo di immergersi completamente nell’atmosfera austera di questa religione, nel silenzio e nella preghiera.

 

Per la pausa pranzo, ma a dire il vero mi piace molto anche la sera,  consiglierei una sosta nella zona chiamata “la piccola Parigi”. Siamo sempre su una traversa della Calea Victoriei, proprio dietro l’Ateneul, edificio storico dove si svolgono i più importanti concerti classici della città. Il quartiere è animato da ristoranti di ogni genere e grandi terrazze dove si può gustare un pranzo o una cena guardando la gente che passeggia e le facciate dei bei edifici circostanti. Altrimenti è simpatica anche la zona pedonale: in mezzo ad una miriade di locali commerciali per comitive di giovani, si mescolano alcuni ristorantini speciali, con il loro carattere tipico. Un esempio è “l’Aubergine”, ristorante libanese arredato con una collezione di porte provenienti da tutto il mondo ed un altro è “Lacrimi si sfinti”, ristorante rumeno arredato in modo tradizionale ma con grande originalità.

 

Naturalmente dipende dai gusti, ma il secondo giorno ci sono tante altre cose da fare: la visita del palazzo Reale, a Cotroceni, il giro del laghetto sul parco Herastrau, con la visita al museo del villaggio, dove sono state ricostruite le diverse abitazioni tipiche della campagna rumena, i musei del centro, l’Ateneul, farsi una birra da “Caru cu bere”, famosissima birreria tradizionale in un edificio risalente al 1900 circa, assolutamente da non perdere, poi le serate in una delle tante terrazze del parco Herastrau, con  musica e buona cucina, oppure alle terme, vicino all’aeroporto.

 

Cosa mi resta da aggiungere…i rumeni sono grandi lavoratori, ma hanno voglia di godersi il tempo libero, sono ospitali con i turisti e parlano un ottimo inglese e Bucarest, caotica e disordinata, è allegra e accogliente, nonostante le cose non siano mai perfettamente organizzate ( potreste aspettare un ora per avere un cocktail) e la loro grande voglia di mettersi al pari con le altre capitali si respira ovunque.

 

Ma il  mio turista immaginario non si accontenta di visitare soltanto la capitale e decide di andare a  scoprire alcune delle più belle perle di tutto il paese. In realtà è impossibile immaginare di poterlo fare in una sola vacanza, perché le bellezze naturali, che sono la vera ricchezza di questo vasto territorio, sono sparse un po’ ovunque. Chi ama le vacanze nella natura potrebbe rimanere sorpreso da quanta bellezza cela la Romania.

 

Potrei raccontargli per esempio, di quando sono andata per qualche giorno con la mia famiglia sul Delta del Danubio, sito naturale protetto dall’Unesco. Per chi arriva da Bucarest, la città di Tulcea è il punto di partenza per il delta. Si può lasciare la macchina al porticciolo e partire con un battello pubblico per un viaggio di quasi un paio d’ore, su uno dei tre rami del Danubio che porta fino alle più piccole diramazioni. Su una di queste c’era il nostro piccolo albergo, immerso in un paesaggio che ha conservato le sue profonde origini rurali: un susseguirsi di casette tradizionali, con giardini curatissimi, costeggiano i corsi d’acqua, circondate dalla vegetazione tipica delle zone paludose ed immerse in una pace ed un silenzio surreali.  Tra lunghe passeggiate nei verdeggianti canali e escursioni con la barca a remi oppure con la barchetta a motore, si possono trascorrere ore intere a contemplare la flora e la fauna del luogo: la barca scorre tra canneti, paludi, acquitrini e piccoli laghi in un’acqua ricchissima di vegetazione acquatica e permette di ammirare nel silenzio alcune tra le specie di uccelli che vi sono migrati. Si può anche pescare, partecipare ad un’uscita di birdwatching, oppure fare una crociera al tramonto e la sera degustare vini e assaporare piatti tradizionali, magari preparati dai pescatori, sentendosi parte di questa meravigliosa natura incontaminata.

 

Poco lontano da Bucarest, ma questa volta verso nord,  ci sono i monti Carpazi, la catena montuosa più importante del paese, che, per chi come me ama la montagna, si sono rivelati come una bellissima sorpresa inaspettata. I villaggi sono accoglienti e sempre più organizzati: hotel, ristoranti tradizionali e infrastrutture crescono di anno in anno. A solo un’oretta di distanza da Bucarest per esempio c’è il villaggio di Sinaia, famoso perché ospita il castello di Peles, in stile germanico romantico , risalente al 1900 circa. Non so quante volte mi sono divertita ad immedesimarmi con un personaggio della famiglia reale, che arrivava in carrozza e attraversava il lungo viale del parco, fino a quando appare davanti ai suoi occhi il bellissimo castello, dominante, in cima ad una piccola collina.  Ma per chi si inoltra nella parte più profonda della montagna, in realtà solo a qualche kilometro di distanza dal primo, c’è il villaggio di Bran, in Transilvania, con il mitico castello del conte Dracula.  Il castello, che domina il villaggio con grande austerità è suggestivo, certo, ed anche un po’ inquietante, ma le fantastiche passeggiate che ho fatto in quelle montagne e gli incredibili paesaggi che  ho visto sono tutt’altra cosa.  Ci sono ovunque percorsi che ti permettono di addentrarti nella montagna, dove la natura incontaminata si lascia ammirare in tutta la sua maestosità. Si possono attraversare foreste, altipiani, costeggiare ruscelli, campi fioriti, incontrare abitazioni tradizionali montane , greggi, scorgendo in lontananza altissime cime innevate, respirando aria pura e ascoltando il suo silenzio. La sensazione di essere in paradiso.

 

Ma per chi come me è alla continua  ricerca  di ciò che di autentico è rimasto a questo mondo, la vera rivelazione è stata la Romania più profonda, lontana dalle città, dalle infrastrutture, quella dei villaggi agricoli immersi in un paesaggio senza tempo, che conservano le loro tradizioni ancestrali, come ad esempio a nord, nella regione della Bucovina. I nativi del posto ci hanno accolto con grande entusiasmo e spontaneità, avevano voglia di conoscerci e di raccontarsi, di darci il meglio della loro cultura attraverso le loro semplici abitudini.  Ascoltandoli mi chiedevo se realmente sapessero tutto della loro storia sull’occupazione comunista, la dittatura, la fame ed infine la rivoluzione e la nuova epoca liberale. Al mio turista immaginario direi che se si lascia trasportare potrebbe succedere di tutto. Io mi sono svegliata la mattina a casa di una coppia che affittava alcune delle camere della loro grande casa in legno e ho trovato davanti alla porta della mia camera da letto un tavolo imbandito di tutti i loro piatti tradizionali, completamente naturali, dalle uova alle creme di verdura, caffè, torte e pane tostato..che accoglienza, oppure uscendo la domenica mattina mi sono imbattuta nella festa del paese, dove gli autoctoni arrivavano con il carro, dopo la messa, vestiti con i costumi tradizionali per mangiare i succulenti piatti che bollivano dentro i pentoloni, come il maiale con i fagioli e il pomodoro e tanto altro e la musica folkloristica accompagnava l’evento..che allegria..Pensare che in Bucovina in realtà ci ero andata per i monasteri, patrimonio mondiale dell’Unesco, alle porte dei diversi villaggi, completamente affrescati con immagini religiose, come la cappella Sistina ma con un’aria più riservata.

 

In fondo, al di fuori delle città o dei luoghi turistici, l’autenticità è ancora dappertutto. A Viscri, nel distretto di Brasov in Transilvania, per esempio, dove ho avuto il coraggio di invitare mia sorella a trascorrere una vacanza. Anch’esso patrimonio dell’Unesco, situato nel bel mezzo della campagna, è un villaggio nato accanto ad una chiesa fortificata, dove gli abitanti vivono ancora come cento anni fa, coltivando la terra, allevando animali e conservando le antiche usanze. Essendo molto simile alla campagna inglese, ma con molto più sole, il principe Carlo d’Inghilterra ha acquistato qualche centinaio di ettari di terreno e molti inglesi hanno ristrutturato le vecchie case dei contadini del villaggio per affittarle ai turisti. Inutile dire che non esistono ristoranti, si mangiano i prodotti della natura nel cortile dei vicini di casi e la notte si rischia di essere svegliati soltanto dall’ululato di un cane, oppure all’alba dal canto del gallo o da un gregge di pecore che va al pascolo ed un rallentamento sulla strada maestra potrà essere causato soltanto dalle oche a passeggio o da un contadino con il suo cavallo e il suo carretto. Esperienza insolita certo, ma la notte le stelle saranno luminose come non le avevate mai viste, il silenzio è ovunque, l’aria è pura e le passeggiate in campagna sono rilassanti e rigeneranti.

 

 

Come dicevo la mia avventura in Romania volge al termine e questi sono soltanto alcuni dei tanti luoghi magici che ho avuto la fortuna di visitare in questo paese.

C’è una regione a nord che si chiama Maramures, dove esiste una linea ferroviaria immersa tra i boschi e servita ancora oggi da un caratteristico treno a vapore, la mocanita, l’ultimo treno a vapore in Europa ad essere utilizzato non esclusivamente a scopi turistici, ma per il trasporto del legname verso le valli, mentre ad est c’è il mare con tante storie da raccontare e ci sono ovunque bellissime città e villaggi tutti ancora da scoprire.

 

Lasciare questa parte di mondo mi dà una sottile nostalgia, perché in pochi anni mi ha dato tante lezioni di vita, come una maestra umile ma dotata di grande saggezza e quando penso a tutto quello che ho imparato mi sorprendo a sorridere. La Romania è un libro che non bisogna giudicare dalla copertina.

In fondo al suo cuore la Romania si sente ancora fragile e intimidita agli occhi dell’Europa,

e per questo motivo non vuole mostrarsi più del dovuto, ma questo paese cela tanti segreti e chi ha voglia di scoprirli ne resterà rapito.

Ma la cosa più importante, mio caro viaggiatore immaginario, è partire con il cuore leggero, aperti all’incontro senza pregiudizi e pieni di curiosità verso le meraviglie del nostro pianeta, tutti i giorni della nostra vita.

 

Buon viaggio.

 

Miriam

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *