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Intervista alla Idrovolante Edizioni, Editore indipendente

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Cari lettori,

é con grande onore che oggi pubblicherò l’intervista fatta da me alla Idrovolante edizioni, casa editrice indipendente di Firenze.

 

Buongiorno Daniele, salve Linda e Nadia, e grazie mille per avermi concesso l’ opportunità di un’intervista.Chi siete è risaputo e la vostra missione è molto chiara, ma come è nata la Idrovolante?

 

È nata nel 2015 dalla voglia di avviare un progetto capace di unire passato e presente come fosse l’orizzonte che separa il cielo e il male, due mondi accomunati dalla capacità di un idrovolante di solcarli entrambi.
Così abbiamo iniziato una serie di pubblicazioni “di coppia” che proponessero una riscoperta del Novecento (testi fuori catalogo o del tutto inediti) e un saggio/romanzo contemporaneo.

 

Di che cosa vi occupate in una giornata tipo?

 

L’attività di una casa editrice indipendente è variegata e richiede poliedricità. Dal social media marketing, alla grafica, alla valutazione di nuovi lavori, ai rapporti con i fornitori, alla logistica, alla contabilità, all’ufficio stampa, agli eventi (che purtroppo con la pandemia sono sempre più sacrificati). Non c’è una vera e propria “giornata tipo”. Ci sono giorni in cui uno di questi aspetti è preponderande sugli altri, e giorni in cui coestistono in un relativo equilibrio.

 

Una casa editrice indipendente, come si raffronta con le librerie di catena?

 

Con le solite difficoltà. I meccanismi che consentono a determinati titoli di determinati editori di circolare con efficacia non dipendono purtroppo solo dal talento dei singoli operatori culturali né dal valore letterario di un testo. Contrariamente a quanto si possa pensare, una buona mano ce la offrono (o potrebbero offrire) gli stessi librai. Capaci talvolta di bypassare il legame obbligato tra grande editore-grande autore-grande distributore e scoprire, anche di concerto con i lettori e le loro ordinazioni, progetti editoriali meno “manistream”.

 

Come è stata l’esperienza di selezione dei racconti del libro “Professione viaggiatore”? Un aneddoto divertente?

 

Linda: Per me è stato divertente perchè ho il “viaggio nel sangue” avendo vissuto sin da bambina coi ritmi di un padre Maresciallo della Marina Militare. Grazie ai racconti ho potuto “vedere con gli occhi della mente” tanti paesaggi inesplorati, ma anche conoscere realtà intime di persone che hanno voluto mettere a nudo un lato del loro cuore, un cuore viaggiatore…  La cosa più strana è stata che con l’emergenza Covid-19 alcuni hanno scritto racconti viaggiando all’interno del loro appartamento, una cosa stranissima, ma interessante.

 

Nadia: Anche io  mi sono divertita moltissimo perché anche io adoro scorrazzare per l’Europa con la mia auto. Ho già scritto un libro di viaggi e ne sto scrivendo un secondo, quindi per me viaggiare è vita. E’ stata un’esperienza molto arricchente perché ho potuto toccare con mano quante sfaccettature diverse può assumere un racconto di viaggio. Io sono molto curiosa delle cose nuove e sono rimasta incollata alle pagine di tutti i racconti che narravano peculiarità di Paesi che non ho mai visto e che non so se mai potrò vedere.

 

Con quale criterio scegliete gli autori da pubblicare?

 

Linda: per me devono essere non solo abbastanza originali, ma scritti con un buon italiano. Una bella storia, ma incomprensibile – a mio avviso – è difficilmente passabile, perchè si deve anche avere rispetto dei propri lettori. Abbiamo fatto una selezione forse un poco severa, ma vorrei che la qualità di Idrovolante restasse a un livello alto.

 

Nadia: per me i racconti devono essere scritti in buon italiano poiché credo che chi scrive abbia una grossa responsabilità nei confronti dei lettori e non si possa permettere strafalcioni. Poi la storia deve scorrere e catturare l’attenzione di chi legge. Essendo un racconto breve, occorre che abbia ritmo altrimenti rischia di far saltare al successivo.

 

Cosa deve avere un aspirante scrittore per essere scelto da voi per la pubblicazione?

 

Umiltà. Deve essere un vero appassionato e imparare a comprendere più aspetti possibili del nostro lavoro. Solo così sarà in grado di rispettarlo e coglierne le sottigliezze. Purtroppo intorno al mondo dell’editoria circolano tanti luoghi comuni, che si sposano male con la realtà dei fatti. Si tratta di un lavoro delicato e in evoluzione, nel quale specie per gli indipendenti molte delle logiche “commerciali” e “imprenditoriali” classiche vengono meno. Bisogna agire muovendosi su più fronti e la partecipazione dell’autore in questo senso è uno degli aspetti fondamentali.

 

Quali mezzi ritenete siano i più adatti alla comunicazione della vostra immagine? Perché?

 

Certamente i social. Per via dell’impatto grafico dei nostri lavori, per la fidelizzazioni dei nostri utenti, per la facilità di penetrazione. Ma il canale più importante in assoluto resta quello “de visu”. Le presentazioni, le fiere e gli eventi letterari sono un volano decisivo per far conoscere non solo i nostri prodotti ma il nostro modo di essere e di lavorare.

 

Visto che è il sogno di molti, che competenze sono richieste per lavorare in una casa editrice come la vostra?

Come si diceva poc’anzi più si riesce ad essere completi più si hanno chance di trovare la propria dimensione. Il lavoro del redattore, ma in generale dell’operatore culturale, è diventato variegato e tecnicamente avanzato. Bisogna saper padroneggiare nuovi software, nuovi algoritmi, nuovi concetti di business. L’era del correttore di bozze puro, dell’editor puro o del grafico editoriale puro è pressoché terminata. Almeno nella piccola editoria.

 

Seguite qualche blog in particolare che riguarda il vostro settore? Ritenete interessante una collaborazione con un blog?

 

Spesso sono più i blog a seguire noi e a contattarci, con nostra gioia. L’attività di dibattito e di passaparola che riescono a suscitare è un valore aggiunto importante nel mondo 2.0 e il “servizio” di mediazione tra un blogger e un lettore sarà sempre più prezioso a fronte delle centinaia di libri che vengono pubblicati ogni giorno.

Ancora grazie per la vostra disponibilità, le domande le ho realizzate con alcuni dei miei lettori e sono sicura che le vostre risposte stuzzicheranno l’attenzione di tanti altri.

 

A presto,

 

Miriam

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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