Intervista a Marco Caponera
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Intervista a Marco Caponera, docente di scrittura creativa de “Il Melograno” di Roma

Ciao amici,

che cosa può fare uno scrittore in erba per migliorare le sue capacità e nel contempo sentirsi più vicino agli altri scrittori in erba come lui, che sono sparsi un po’ dappertutto in Europa e nel mondo?

Per esempio iscriversi a un corso di scrittura creativa on-line…ed é esattamente quello che ho fatto qualche mese fa

Per qualche settimana l’associazione”Il Melograno” di Roma (www.ilmelogranoarte.it ) mi ha accolto nel suo spazio virtuale, insieme a un vario gruppo di sognatori, e attraverso le lezioni di Marco Caponera mi ha permesso di lavorare sulle mie capacità e sul mio stile attraverso il confronto con gli altri e  apprendere qualche consiglio e qualche segreto per orientarmi nel mondo dell’editoria

Marco Caponera, otre che docente di scrittura creativa per “Il Melograno”e scrittore di sceneggiature e racconti è l’ autore del libro “L’isola di plastica”, edito da Alter Ego

Marco fa parte di quel  mondo che ha fatto la scelta coraggiosa di dedicarsi alla cultura e allo sviluppo della creatività fino al punto di farne una professione e questo suscita in me, che ammiro l’arte sotto ogni sua forma, una grande stima

Per questo motivo, alla fine del corso…e percorso,  gli ho chiesto un’ intervista da pubblicare sul blog, non tanto in qualità di scrittore, ma piuttosto per dare qualche consiglio  su come un esordiente può navigare in questo oceano di parole che è il mondo dell’editoria, senza sentirsi su una zattera in mezzo a un oceano, e lui con grande simpatia é stato al gioco

Ecco a voi il nostro scambio:

1- Ciao Marco, grazie mille per accettato questa intervista. La mia prima domanda è se le tue esperienze personali relative alla professione di scrittore condizionano ciò che insegni ai tuoi allievi nel tuo corso di scrittura creativa, oppure se è meglio essere neutri

Ciao Miriam, innanzitutto grazie per l’intervista. Una delle mie regole principali è che le mie esperienze personali non devono entrare in nessun modo nella mia didattica. Come i miei gusti personali.  Questo vuol dire che spesso cito e leggo anche autori che non mi piacciono, anzi, che odio. Certo, è innegabile che un’influenza c’è e ci sarà sempre, ma cerco di tenerla sempre costantemente al minimo.

2- Se dovessi dare tre consigli a uno scrittore in erba che vuole farsi conoscere, anche soltanto a un pubblico di nicchia, con quali parole lo incoraggeresti?

In realtà mi sento anch’io uno scrittore emergente, quindi provo a dare dei consigli che sanno più di tentativi.
Il primo è di far diventare la scrittura un’ossessione. Se non si possiede un talento particolare, bisogna compensarlo con il duro lavoro e il pensiero costante di questo.
Il secondo è quello di conoscere persone che fanno questo mestiere o che ci lavorano intorno. Non per le raccomandazioni (che sono inutili senza qualcosa di valido e un minimo di talento) ma per i consigli, le dritte, o per la semplice condivisione di una condizione frustrante come quella dell’artista, soprattutto emergente.
Il terzo è quello di scrivere tantissimo e di tutto. Non fermarsi alla narrativa, ma andare oltre. Oggi abbiamo un’enorme e imbarazzante facilità nell’approcciarsi a forme di narrazioni diverse come il cinema, il web, i video games, i blog, i fumetti. Ah…se solo Bukowski avesse avuto modo di fare un cortometraggio con il telefono…

3- Hai un aneddoto divertente sulla tua carriera di scrittore?

La vita dello scrittore è molto noiosa, per questo quando me lo chiedono scrivo sceneggiature e vado sul set. Forse però, le presentazioni sono i momenti più divertenti. Mi ricordo quella volta in cui un amico si travestì da Gesù Cristo in una famosa libreria di Roma Nord, facendo alzare almeno la metà delle persone. Ho venduto pochi libri quel giorno, ma ancora sto ridendo.

4- Quali mezzi di comunicazione consiglieresti di utilizzare a chi è scrittore in erba e vuole sentirsi “parte di una famiglia”?

Ti avrei risposto qualche gruppo Facebook, ma ormi sono diventati dei ricettacoli di gente livorosa che si lancia accuse addosso tutto il tempo.
Forse crearsi una cerchia virtuale, di colleghi aspiranti scrittori è la miglior cosa.

 

5- Durante i tuoi corsi insisti molto sul fatto che se ci si vuole migliorare bisogna scrivere il più spesso possibile. Cosa ne pensi dell’utilizzo di un blog come strumento di esercizio della scrittura e della creatività (e nel contempo di condivisione delle proprie passioni)?

Come ho detto prima, sì, credo sia importante scrivere molto (leggere nemmeno lo sottolineo, perché mi sembra scontato) e anche il blog è un’ottima attività, un esercizio molto interessante.
Io stesso ho iniziato a scrivere in modo costante proprio grazie a un blog (che ormai è defunto) a metà degli anni 2000.
Dire “Metà degli anni 2000” mi fa sentire vecchio, cavolo.

 

6- Qual’è il tuo rapporto con i blog? Ne segui alcuni in particolare?

Come ti dicevo prima, il blog è stata una bella palestra e prima ne seguivo tantissimi. Ne seguo ancora alcuni, anche se ammetto di essere un frequentatore distratto.

 

7- Sei docente ma anche scrittore, perciò vorrei chiederti qual’ è la tua opinione e il tuo rapporto rispetto all’editoria indipendente?

Se ti riferisci agli editori fuori dai principali 4-5 gruppi editoriali Italiani, ti dico che secondo me l’editoria indipendente è il cuore pulsante dell’editoria. Lì nascono scrittori che poi spesso vengono presi in cura da grandi case. Senza editoria indipendente non ci sarebbe libertà di creare e nemmeno l’editoria dei grandi gruppi.

 

8- L’Italia è uno dei paesi dove si legge meno in Europa. Che cosa secondo te non funziona e che cosa suggeriresti per cambiare questo poco onorevole primato?

Secondo me si legge poco perché il libro è proposto come qualcosa di noioso da una parte, e qualcosa di sacro dall’altra. Un manufatto ricco di verità e profondità, una cosa quasi intoccabile. Ha un fascino potente e seduttivo e forse per questo molti ne vorrebbero scrivere uno.
Non sono un pubblicitario e nemmeno un editore, ma una svecchiata dovrebbe essere data a questa immagine.
In fondo, sono solo storie.

 

La vita fa giri strani e magari il nostro cammino si incrocerà ancora, ma quello che conta oggi é che il tuo incontro con noi “alunni” sia stato l’alchimia che trasformerà le nostre parole e i nostri pensieri in racconti e romanzi

Grazie Marco per questo scambio e spero che possa essere utile a rispondere a qualcuna delle mille domande che frullano nella testa degli appassionati di scrittura come me

 

Miriam

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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