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La Transilvania e le sue bellezze nascoste

 

Andai nei boschi  perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.

H.D. Thoreau

 

..Scappo dalla città ogni volta che posso..e questa volta in soli tre giorni di strada ho potuto conoscere un po’ di più la magica Transilvania attraversando le sue città, i suoi villaggi, la campagna e le foreste per poi fare ritorno a Bucarest con un piccolo bagaglio pieno di cose speciali..

 

 

Una delle cose che amo di più della vita a Bucarest è che appena ho un paio di giorni posso catapultarmi direttamente dalla “Big city life” di una capitale europea alla tranquilla vita di campagna nei villaggi dei monti Carpazi, percorrendo soltanto qualche centinaia di Kilometri verso nord.. ed è quello che ho appena fatto: avendo davanti a me tre giorni liberi, ho accuratamente organizzato un giro in montagna, che quest’ anno è senza neve, per scoprire qualche nuovo paesaggio, città e  villaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Romania, fuori dalla sua capitale, è un paese davvero interessante da visitare e chiunque abbia voglia di avventurarvisi, oltre al vantaggio dei costi molto bassi, scoprirà villaggi e città molto accoglienti che a causa (o grazie) alla mancanza di infrastrutture, vivono ancora seguendo le loro più antiche tradizioni popolari. Ma non scrivo per incuriosirvi, voglio solo che prendiate un po’ del vostro tempo per fare questo viaggio in mia compagnia..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anzitutto, per guadagnare tempo, ho pensato di partire da Bucarest giovedì sera e percorrere un centinaio di kilometri verso la destinazione finale. Ho scelto come prima sosta la città di Ploiesti.  Anche se non è particolarmente turistica, offre una discreta varietà di hotel a costi limitati. Ne ho scelto uno alle porte della città, la “Cabana vanatorului”, ovvero la capanna del cacciatore, all’ interno di un area boschiva,  in stile rumeno, perché volevo che io e i miei compagni di viaggio potessimo approfittare, al nostro risveglio,  di una tipica ricca prima colazione in un ambiente tradizionale.. e così è stato: il venerdì mattina eravamo seduti su una sedia di legno massiccio, davanti a un vecchio tavolo da trattoria, all’ interno di un ristorante arredato con stoffe e abiti tradizionali decorati a mano, sculture in legno, a mangiare salsicce, uova, zacusca, pane, burro e caffè a volontà. Un bell’inizio, direi. La prima destinazione è stata la città di Sibiu, dove siamo arrivati in tarda mattinata per trascorrervi la giornata. Sibiu è una città di montagna e nonostante il bel sole, l’aria era gelida. Non appena arrivati, ci siamo coperti fino alle orecchie e abbiamo cominciato a camminare per le strade del centro storico, ammirando le facciate delle case dai colori vivaci e le vetrine dei negozi, spostandoci dalla bella chiesa al centro della “piazza grande” ai portici che conducono alla “piazza piccola”, con una pausa pranzo in uno dei tanti locali del centro e un altra per un caffè e una torta solo per non morire di freddo. Alla fine del nostro lungo errare, abbiamo deciso di farci una pattinata sulla pista da ghiaccio allestita nella piazza principale, con tanto di deejay e giochi di luce che la  illuminavano.

 

 

All’ora di cena ci siamo rifugiati in uno dei tanti ristoranti tradizionali a mangiare  minestra, salsicce e patate, ovvero ciorba, carnati e cartofi, piatti tipici locali. Il mattino seguente, dopol’abbondante prima colazione dell’hotel Continental, hotel internazionale molto accogliente a due passi dalla zona pedonale (uno dei pochi che accetta i cani), siamo partiti verso l’ unica destinazione che ci incuriosiva per il suo carattere storico: Alba Iulia. In questa città, infatti, attraverso l’ unione di diversi principati, il primo dicembre 1918 è nata la Romania. Il freddo ci ha seguito fino a li, all’interno della cittadella fortificata a forma di stella, progettata per ragioni difensive e strategiche da un architetto italiano, Giovanni Morando Visconti, all’inizio del XVIII secolo, dove all’interno si possono visitare la cattedrale ortodossa della riunificazione, con due belle sculture del re Ferdinando e della regina Maria, la cattedrale cattolica di San Michele, risalente all’epoca medievale, oltre ad alcuni edifici di epoche più recenti, dall’ interessante carattere architettonico, intorno alla piazza principale, dove ci siamo riscaldati davanti a una cioccolata calda. Ci è piaciuta l’idea di essere finalmente nel luogo dove è nata la Romania, poter passeggiare intorno alle mura della cittadella e poi entrare per ammirarne i monumenti, in un insieme architettonico romano, medioevale e moderno. Guardare la storia con i propri occhi, aiuta a vederla diversamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tempo passa in fretta e in montagna le distanze sono più lunghe, quindi dopo una bella pizza (perché rinnegare le nostre origini?) siamo partiti verso l’Oltenia, per raggiungere Baile Olanesti e la nostra casa sperduta nelle montagne, prima che ci sorprendesse il buio. Al nostro arrivo abbiamo trovato un piccolo villaggio con tutti i servizi e abbiamo approfittato per andare in un supermercato a fare una grande spesa che ci ha permesso di isolarci senza rinunciare al lusso delle nostre piccole abitudini. Una persona ci ha accompagnato alla casa: iniziava a fare buio e sarebbe stato impossibile trovarla da soli. L’entusiasmo è salito alle stelle: abbiamo costeggiato un fiume e ci siamo inoltrati in una foresta, poi, dopo aver lasciato un vecchio monastero, abbiamo cominciato a percorrere una strada sterrata per qualche kilometro, che ci ha portati in un villaggio di vecchie case contadine, tra cui la nostra. La vista era spettacolare e la casa al suo interno era calda e accogliente. Il soggiorno ricordava in alcune sue caratteristiche  la casa contadina che era stata un tempo: un muro di rocce, una stufa di maiolica che scaldava tutta la casa e un grande tavolo al centro della stanza dove si svolgeva la vita di famiglia.

La nostra piccola fuga dalla realtà è iniziata con una cena a base di salame, verdure grigliate, bevendo birra, godendoci quella pace unica, circondati dai pochi rumori della natura circostante. Al nostro risveglio, dopo un buon caffè, uova, pane, salame e marmellate, ci siamo incamminati seguendo il sentiero di  montagna che passava proprio davanti alla casa. Nel piccolo villaggio alcune persone ci hanno salutato dalle finestre quando ci hanno visto partire . Una volta lasciata la zona abitata, ci siamo inoltrati in un bosco di betulle che sembrava non finire mai, dove abbiamo visto due cerbiatti rincorrersi, mentre il sole attraversava i rami spogli per illuminarci e Charlie si rotolava nelle foglie secche.  Intorno a noi solo il rumore dei nostri passi, fino a che ci siamo fermati per contemplare la vista delle montagne innevate che si è aperta davanti ai nostri occhi inaspettatamente. Dopo diversi kilometri siamo finalmente arrivati in un altro villaggio, uguale al nostro, fatto di belle case contadine immerso in una pace surreale. La giornata è trascorsa così, niente di più che con una semplice passeggiata alla ricerca della nostra pace interiore attraverso uno scambio di energia con la natura circostante. Un grazie é dovuto ai miei compagni di viaggio per aver deciso di condividere questa passione con me.

Miriam

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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