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Norvegia. A caccia di aurore boreali sulle isole Lofoten

 Isole Lofoten, Norvegia

 

 

 

Lo sapete… sono una vagabonda e di posti nel mondo da togliere il fiato ne ho già visti un bel po’. Ma oggi ho voglia di raccontarvi di un posto invece, dove ti senti un piccolo ospite quasi invisibile, perennemente avvolto da una luce e da un’aria misteriose: le isole Lofoten, in Norvegia, 200 Kilometri sopra il Circolo polare artico.

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Come resistere alla magica terra delle notti polari (dal 07 dicembre al 05 gennaio), del sole di mezzanotte (dal 25 maggio al 17 luglio)e delle aurore boreali? Impossibile…e allora, facciamoci accogliere da fate e troll, che accompagnano dalla notte dei tempi i curiosi alla scoperta della loro terra.

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Noi abbiamo deciso di andare in ottobre, quando le giornate cominciano a essere corte, con otto ore di luce circa al giorno e il clima più freddo, ma come sempre volevamo vivere l’esperienza del circolo polare artico nella maniera più autentica, evitando il turismo di massa della bella stagione, a costo di macinare kilometri in auto nella nebbia o nella neve, come ci è capitato.
 
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Partendo da Milano, con uno scalo a Francoforte e uno a Oslo, siamo arrivati a Harstad, punto di partenza della nostra vacanza itinerante, nel tardo pomeriggio, anche se lì era già notte fonda. Harstad è una dinamica città portuale del nord. Si trova sulla grande isola di Hinnøya, sul fiordo di vagsfjorden e conta circa 20.000 abitanti.

Dall’aeroporto abbiamo percorso qualche kilometro a nord, sulla penisola di Trondenes,  famosa per la sua tipica chiesetta in pietra bianca, la più settentrionale di tutto il paese e per il suo centro storico, a pochi passi, che racconta la vita dell’isola e dei suoi abitanti dall’era vichinga.

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Il giorno seguente è cominciato il viaggio, di villaggio in villaggio, lungo strade deserte, ammirando dal finestrino le montagne che si gettano nel mare, accarezzate da una luce dolcissima, le spiagge di sabbia bianca, l’acqua cristallina e le capanne dei pescatori in legno rosso in forte contrasto con i colori della natura. Un quadro meraviglioso che offre a chi lo osserva una sensazione di grande pace interiore.

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La prima tappa è stata Svolvær, capitale delle isole Lofoten, piccolo villaggio di 4.500 abitanti, dove ci siamo fermati per tre giorni. In questo luogo ricco di contrasti molto forti, si può ammirare una grande ricchezza ornitologica, l’ambiente  tipico della vita dei pescatori fino alle gallerie d’arte.

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Una cosa veramente incantevole di questo viaggio è stata soggiornare nelle rorbu, piccole case in legno tradizionali dei pescatori, colorate di rosso o di ocra e trasformate in cottage di grande charme, dove ci siamo rifugiati dal buio e dal freddo delle lunghe notti di ottobre, immersi in un’atmosfera senza tempo. Nei  villaggi si vive principalmente di pesca da centinaia di anni e quando ti svegli, vedi ancora dalla finestra del tuo cottage i piccoli pescherecci partire dal porto verso il mare alle prime luci dell’alba.

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Tra le diverse attività che si possono fare durante una vacanza in Norvegia, noi abbiamo scelto quelle davvero irresistibili.  La prima è stata un giro in barca, per ammirare la grande varietà ornitologica del luogo e in particolare le aquile, che regalano  ai turisti una maestosa accoglienza lasciandosi ammirare mentre volano dalla cima delle montagne fino all’acqua.

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La seconda, estremamente eccitante, è stata la caccia alle aurore boreali. Dopo aver ascoltato i mille consigli della gente del posto, ogni notte, con una coperta sulle spalle, lasciavamo il nostro cottage e partivamo verso i luoghi più bui e isolati ad aspettare che quel meraviglioso fenomeno si facesse finalmente ammirare. Faceva un freddo tremendo ma non eravamo mai soli: abbiamo incontrato gente di tutto il mondo in quella veglia piena di emozione. Alla terza uscita finalmente ne abbiamo vista una e l’emozione è diventata così da provocare brividi e commozione.

Dopo i giorni a Svolvær, siamo partiti verso Nusfjord, un altro villaggio di pescatori, che a causa del suo successo in alta stagione, ha dovuto addirittura pretendere un biglietto d’ingresso! Il giorno seguente ci siamo diretti invece a Reine, villaggio circondato da impressionanti paesaggi di ripide scogliere che si gettano nel mare, in contrasto con i piccoli cottage colorati.

Come non fare poi una scappata nel villaggio di Â, sulla punta sud delle isole Lofoten ? Un’unica strada di casette rosse, accompagna al porto più bello di tutto l’arcipelago, che si apre a un paesaggio di mare, laghetti e montagne davvero incredibile.Cosa posso aggiungere? Poco lontano da Svolvær, si trova il villaggio di Kabelvåg, che come Henningsvær, sono luoghi senza tempo, di rara bellezza, dove le tradizioni sono rimaste intatte nel corso di secoli.

Cosa mi ha lasciato questa vacanza in Norvegia?

Il ricordo dei kilometri macinati in macchina, ammirando paesaggi naturali unici al mondo, avvolti nella nebbia e nel silenzio, oppure raramente illuminati da una luce unica, piena di vita, oppure ancora sotto i primi fiocchi di neve del lungo inverno norvegese. L’emozionante attesa notturna delle aurore boreali e la gioia di aver vissuto nella quotidianità della vita dei pescatori, nei loro villaggi, tra un caffè caldo, un piatto di pesce affumicato e qualche storia interessante da ascoltare.

 

Miriam

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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