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Sci di fondo a Santa Caterina Valfurva

  Nonostante tutto, natura, sport all’aperto e voglia di scoprire l’autenticità di un luogo sconosciuto, non devono mancare.

 

Cari amici viaggiatori,

É in sospeso e forse nemmeno tornerà il tempo in cui si sognava spensierati e non appena si intravedeva un po’ di tempo libero, si preparavano i bagagli e si scappava dalla realtà, verso le mete sognate. Sono tempi duri per noi viaggiatori, ma forse proprio per questo i nostri viaggi ora hanno un sapore diverso.

 

Noi, ovvero io e i miei compagni di viaggio, nonostante abbiamo visto una serie interminabile di divieti erigersi lungo la nostra strada, siamo riusciti a salvare qualche giorno libero e abbiamo deciso di andare a scoprire qualcosa di sconosciuto all’interno della nostra regione, la Lombardia.

Siamo partiti da Varese nel pomeriggio e abbiamo guidato per circa tre ore, fino a farci sorprendere dal buio della sera. Le strade in Valtellina chiedono molta concentrazione: si attraversano piccoli paesi e si percorrono decine di tornanti, ma l’atmosfera che si percepisce dal finestrino dell’auto, diventa subito speciale. Si deve guidare lentamente, ma le chiese , le case antiche e tradizionali, le cime delle montagne innevate e il cielo limpido e stellato che fanno da cornice e che accompagnano il viaggiatore verso la sua destinazione sono talmente maestosi da far dimenticare la fatica, accogliendolo dentro una realtà fatta di silenzio, pace ed eternità.

La destinazione era Santa Caterina Valfurva. Paese sito nel parco nazionale dello Stelvio, si trova a 13 km da Bormio, 70 km da Malles Venosta, 78 km da Sondrio e 202 km da Milano, quasi all’inizio meridionale più elevato della Valfurva, al termine della Val di Gavia ed é raggiungibile solamente via strada.

Siamo stati accolti dall’Hotel Baita Fiorita di Deborah, nel cuore del paese, un po’ come da un lontano parente che ti ha invitato e che ti aspettava da tempo. Le camere sono calde ed accoglienti e il ristorante è uno spazio intimo e confortevole dove si trascorrono serate gustando un menu di piatti tipici accompagnati da una carta di vini locali e non, entrambi eccellenti. Tutta la difficoltà degli spostamenti e lo stress della vita quotidiana scompaiono d’improvviso per lasciare il posto a un magico momento di calma, di allegria e di piacere.

Il mattino seguente sono uscita alle prime luci dell’alba (sono un tipo mattutino, naturalmente) e ho passeggiato attraverso le abitazioni caratteristiche, perlopiù in pietra o in legno, mentre il paese ancora dormiva, immerso in un silenzio così profondo che mi permetteva di ascoltare i miei passi sprofondare nella neve e il vento gelido darmi il benvenuto.

Dopo una ricca colazione all’hotel, da veri alpinisti, siamo andati alla partenza delle piste di sci di fondo (raggiungibile a piedi dal centro del paese, una delle poche attività permesse quest’anno in montagna )e siamo partiti per un lungo percorso (15 Km in totale) , attraverso boschi e sentieri, circondati dall’incantevole paesaggio che ci offriva la montagna con le sue cime innevate.

La pista ad uso turistico” la Fonte” si sviluppa in uno spettacolare ambiente naturale dominato dalla grande piramide del pizzo Tresero e del monte Pasquale e Cevedale .
Il percorso di livello facile, con deviazioni di livello medio, si snoda nella piana di S.Caterina, con divertenti saliscendi tra le folte pinete in un paesaggio fiabesco. Non da trascurare, si può fare un pit-stop in uno dei caffé o ristoranti presenti sulle piste, come ad esempio il ristorante “La Fonte” (pulito, accogliente, organizzato e ricco di proposte), dove ci siamo tolti lo sfizio di un fantastico piatto di pizzoccheri e una birra, accomodati su una terrazza in pieno sole. Che ricompensa per i nostri muscoli affaticati!

Abbiamo scelto di dedicarci a questa attività per entrambi i giorni, nonostante ci fosse la possibilità di fare passeggiate nella natura (con le ciaspole) oppure pattinaggio su ghiaccio all’aperto. A me e ai miei compagni di viaggio, si sa, piace molto abbinare alla nostra vacanza un’attività sportiva o semplicemente dinamica, nella natura, e lo sci di fondo é stata una ri-scoperta entusiasmante e una scelta vincente.

La sera in hotel, appetito e sonno erano garantiti: seduti al tavolo del ristorante a degustare gli ottimi piatti tradizionali proposti, dopo un’intera giornata all’aria aperta, ci sentivamo stanchi ma pieni di energia, ricaricati grazie all’aria pura e al sole splendente di quelle giornate.

Alla fine dei due giorni eravamo dispiaciuti che fosse già il momento di ripartire. Il posto ci aveva accolto e offerto molto di più di quello che ci aspettavamo. Siamo arrivati con l’impressione un po’ frustrante che saremmo stati vincolati da qualche divieto a causa del Covid e anche se li rispettiamo con grande disciplina, soffriamo del fatto che ci tolgono ogni volta una parte in più della nostra libertà, ma in reatà non è così.

Finché tutto non sarà finito, dobbiamo approfittare al massimo delle cose belle che ci sono ancora permesse e questa fuga in montagna ce lo ha dimostrato.

Un pensiero ecologico:

Trascorrere una giornata in montagna, anche con un semplice picnic, é l’azione più ecologica che puoi compiere nel tuo tempo libero . Ti rigenererai mentalmente e fisicamente attraverso un gesto di riconciliazione con quella che è la vera casa di tutti: il nostro pianeta.

 

Miriam

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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