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Costa Rica. Una fuga al caldo per finire l’anno non deve essere solo un sogno…

 

..anzi, direi che per chi ama viaggiare, fa parte delle cose da fare assolutamente.

In realtà io e la mia famiglia andremo in montagna, al freddo,  é vero anche che per sfamare la nostra voglia di viaggiare,  durante le vacanze, quest’anno di sole ne abbiamo visto poco, a discapito di un sacco di esperienze interessanti, quindi direi che rimaniamo semplicemente nello stesso mood. Inoltre, dopo un’autunno quasi canadese, Bucarest ci sta regalando un’inverno mite e soleggiato ed io, ogni mattina all’alba,  passeggio con il mio cane, Charlie , osservando la natura che si sveglia intorno a noi con i suoi fantastici colori e respirando a pieni polmoni l’aria gelida del mattino e questo per me vale tutti i viaggi al sole del mondo..

..ma stasera ho un po’ di nostalgia ..che mi riporta alla nostra indimenticabile avventura di un anno fa, iniziata il giorno di Natale e finita il 03 gennaio, in una terra meravigliosa..la Costa Rica…e se per caso vi state chiedendo dove andare di bello a cercare sole, mare, spiagge cristalline abbracciate da una vegetazione rigogliosa e una natura incontaminata, il mio momento Amarcord potrebbe ispirarvi..

Il nostro viaggio é iniziato all’aeroporto di Milano Malpensa all’ora di pranzo, più precisamente il pranzo di Natale, seduti al tavolo di un ristorante davanti a un’ottimo piatto di pasta, un bicchiere di vino, pieni di entusiasmo e di voglia di evadere.

Il volo é stato lunghissimo, ok, attraversare l’oceano atlantico non é una passeggiata, ma quando penso che finalmente posso leggere, guardare film, gustare una cena senza essere disturbata da nessun impegno mi dico che forse é meglio godersi il momento al massimo e mi lascio andare..

Siamo atterrati a San José, la capitale, à 1200 metri di altitudine e appena arrivati all’hotel abbiamo depositato i bagagli per fare una passeggiata in città. Finalmente respiravamo un’aria nuova, calda, circondati da un paesaggio diverso da quello abituale. Abbiamo camminato senza meta attraversando un parco e i viali del centro, fino all’ora di cena. A San José c’é sicuramente qualche museo e qualche opera architettonica importanti, ma noi eravamo lì a cercare nient’altro che la sensazione di libertà e di leggerezza che un paese caldo ci poteva dare e siamo stati fuori fino a tarda sera.

L’indomani, chiavi dell’autonoleggio alla mano, siamo partiti alla volta di Puerto Viejo, sulla costa caraibica. Lungo la strada  qualche piccola abitazione modesta nascosta  dal verde rigoglioso della vegetazione e incorniciata da  un limpidissimo cielo blu.

Ed eccoci arrivare, il 26 dicembre, a Puerto Viejo de Talamanca, villaggio sulla costa sud-est del paese. Avevamo letto qualche informazione dell’agenzia, per esempio che era mondialmente conosciuto dalla comunità dei surfisti, per la famosa onda « Salsa Brava », per la bellezza selvaggia delle sue spiagge e per l’ attitudine rilassata ed accogliente dei suoi abitanti, ma per me é stato molto di più.

Questo piccolo villaggio mi ha fatto vivere un’esperienza unica e indimenticabile a tu per tu con una natura a me ancora sconosciuta. La mattina mi svegliavo prima dell’alba, lasciavo il nostro piccolo alloggio, attraversavo una stradina di sabbia  costeggiata da palme immense, per raggiungere la spiaggia e sedermi sulla sabbia ad aspettare il sorgere del sole, osservando onde immense, in compagnia dei cani randagi, dei pochi turisti mattinieri e dei surfisti.. per qualche istante senti solo il rumore del mare, il canto degli uccelli e l’aria calda sulla pelle, fino a quando i primi chioschi cominciano a cuocere qualcosa per la prima colazione, il profumo si diffonde e realizzi che un nuovo giorno sta iniziando.

Per due giorni ci siamo immersi pienamente nella vita del villaggio e avventurati alla scoperta della sua natura, con lunghe passeggiate su spiagge incontaminate, oppure osservando gli animali nei parchi naturali durante il giorno e momenti di relax caraibico dal tramonto in poi, tra mercatini di artigianato locale, cocktail sulla spiaggia e cene nei ristorantini a cielo aperto.

La popolazione locale é allegra ed accogliente e i turisti si possono mescolare alla loro quotidinità in modo molto naturale. I miei ricordi mi riportano in particolare a quando, a fine giornata, molte persone parcheggiavano la loro auto di fronte alla spiaggia per godersi il tramonto, ascoltando musica a tutto volume, ballando, bevendo e fumando in compagnia. Osservare queste persone  ballare spensieratamente con i piedi nella sabbia al tramonto, mi fa pensare che forse la felicità é qualcosa di semplice e a portata di mano per tutti, bisogna soltanto essere capaci di vederla.

Dopo due giorni di vita caraibica, abbiamo caricato i nostri pochi bagagli e siamo partiti alla volta di Sarapiqui, nell’entroterra, ospitati da un una famiglia di produttori di ananas e cacao.

Difficilissima da trovare, la nostra modesta abitazione si é aperta ai nostri occhi solo dopo aver attraversato un vecchio ponte in una foresta, ma é stata una rivelazione. Tutto intorno era solo verde, un verde rigogliosissimo, con uno stagno di fronte e una tettoia in legno con una panca e un tavolo a poca distanza,  dove ci avrebbero servito i pasti.

I proprietari ci hanno riservato un’accoglienza calorosissima e per due giorni ci siamo sentiti a casa. All’ alba ci servivano una prima colazione deliziosa, fatta di marmellate di frutta fresca, pane tostato, caffé caldo e frutta a volontà, dopodiché trascorrevamo le giornate occupati in diverse attività. Il primo giorno abbiamo visitato la loro piantagione di ananas, camminando per ore mentre ci venivano raccontate le storie della loro vita quotidiana. Abbiamo visto alcuni dei tantissimi animali che vivono in queste zone e a fine giornata, come aperitivo, abbiamo degustato un liquore di loro produzione, ricavato dalla canna da zucchero e arricchito con zenzero e tequila..una vera bontà.. Il secondo giorno siamo partiti presto per andare a fare rafting  in un fiume che attraversava la foresta, facendo delle soste semplicemente per tuffarci e farci trasportare dalla corrente tiepida.

Il mio ricordo più intenso di questi due giorni mi riporta a quando aprivo gli occhi prima del sorgere del sole, svegliata dal canto degli uccelli, penetrante come la musica di un’orchestra e uscivo sulla veranda della nostra casetta ad ascoltare il loro concerto aspettando le prime luci dell’alba. Restare immobile e ascoltare la natura che si sveglia, semplice e pura, mi dava una sensazione di grande pace interiore e un’energia incredibile per affrontare la giornata.

Terminata il nostro soggiorno a Sarapiqui, siamo partiti alla volta di Arenal, sempre nell’entroterra, per visitare uno dei più famosi vulcani attivi e per passeggiare nelle foreste attraverso i tipici ponti sospesi, alti fino a 22 metri, che permettono un’immersione totale in una vegetazione impressionante e l’osservazione di una grande varietà di uccelli ed animali durante la visita. Ad aspettarci per la sera, all’interno di un villaggio turistico immerso nella foresta, c’era una stanza in stile coloniale, inserita  in un caseggiato in legno diviso in piccoli appartamenti, occupati da persone che erano lì per meditare e contemplare la natura. Poco distante un ristorante, una piscina e una vasca termale, il tutto a cielo aperto. Impossibile non svegliarsi all’alba per aspettare il sole che sorge, non vivere ogni attimo della giornata con grande curiosità e non godere rilassati delle belle serate calde e stellate, davanti a un buon cocktail di frutta e un piatto tipico, semplice ed autentico. Dopo qualche giorno immersi in quella natura, avevamo l’impressione che il tempo scorresse più lentamente e le cose intorno a noi assumessero un valore diverso. La natura ha il suo ritmo e forse il nostro grande errore é quello di non volerlo più rispettare..

Il nostro ultimo spostamento é stato verso la costa pacifica del paese, a Manuel Antonio, luogo famoso per il suo parco naturale,  ma troppo affollato . Avevamo scelto di trascorrere lì due giorni, tra escursioni e bagni ma forse, dopo tanti giorni di solitudine ci é sembrato uno schock ritrovarci  in uno dei tanti hotel internazionali a mangiare pancakes, bacon e pizza, fare le code al ristorante oppure per andare in spiaggia. Ciò non toglie al parco naturale la bellezza di un paradiso terrestre, grazie alle sue spiagge cristalline, costeggiate da una ricca vegetazione che ospita bradipi, iguana, scimmie, che vivono a tu per tu con i turisti, coni quali giocano e si lasciano ammirare, in un atteggiamento di rispetto reciproco.

Il mio anno 2019 é cominciato così, guardando questo paese meraviglioso fuori dal finestrino, mentre ci dirigevamo verso la capitale per poi tornare a casa.

É stato un viaggio indimenticabile per tutti e tre, perché ci ha dato quello che cercavamo. In un posto così, il ritmo della vita quotidiana rallenta immediatamente. Qui ci siamo lasciati trasportare dal ritmo del sole, delle onde del mare, dallo scorrere dei fiumi, dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie, per renderci finalmente conto del grande valore del vivere in armonia con la natura. « il mondo non é un luogo da visitare, é la nostra casa »

Miriam

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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