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Vacanza in Giappone, da Tokyo a Osaka

Viaggio in Giappone: Tokyo, Kyoto, Osaka

Cari lettori,

oggi, guardando distrattamente il calendario, ho scoperto che é autunno. Vedo dalla mia finestra il sole sorgere in un cielo limpido ormai da mesi. La mattina l’aria è sempre più fresca, certo, ma é talmente piacevole la sensazione che provo nel respirarla a pieni polmoni quando esco all’alba a correre nella foresta, che quasi dimenticavo, o volevo dimenticare,  il dolce susseguirsi delle stagioni.

Anche la mia vita ha cambiato stagione, entrando nel periodo calma quotidianità famigliare, ma non appena ho un po’ di tempo libero, mi precipito a sfogliare le  foto dei miei viaggi per permettere ai miei pensieri di evadere in qualche meravigliosa parte del mondo. Oggi per esempio sono andata in Giappone.

In realtà il mio viaggio risale all’anno scorso, in luglio, tra la fine della stagione delle piogge e l’inizio dell’estate. Era qualcosa di prezioso che si trovava dentro ad un cassetto,  un sogno di vecchia data che abbiamo deciso di costruire e realizzare in famiglia.

Ora proverò a chiudere gli occhi, ritornare indietro nel tempo e raccontarvi in poche parole questa incredibile esperienza.

…si parte…

Il 05 luglio 2019, all’aeroporto di Milano Malpensa,  siamo saliti sul volo diretto Alitalia che ci avrebbe fatto affrontare il volo più lungo della nostra vita: dodici ore e quaranta minuti circa, per condurci a Tokyo, dove sarebbe iniziata la nostra avventura itinerante.

Tokyo

06 luglio. Letteralmente “Capitale d’Oriente”,  è stata la capitale amministrativa del Giappone dal 1868, in quanto residenza dell’Imperatore. Capitale dell’arcipelago, è una megalopoli famosa nel mondo per il suo aspetto che unisce modernità e tradizione, tra il vetro degli edifici e il legno dei templi, giovani alla moda e donne in kimono, centri commerciali di elettronica e bancarelle di  venditori ambulanti!

Tramortiti dal fuso orario, ci siamo ritrovati catapultati in una città di una modernità spiazzante, super dinamica, ma estremamente pulita, ordinata e organizzata. Ci siamo lasciati trasportare per tre giorni  dalla folla che anima questa città a tutte le ore come da un fiume umano e abbiamo scoperto la cucina (Sushi, Noodles e tanto altro), i centri commerciali (strada Omotesandô, Mitsukoshi, Yodobashi Camera, Roppongi), i parchi (il parco Yoyogi), i templi e i quartieri più popolari (Harajuku, stradaTakeshita-dori, Asakusa, Ginza, Marunouchi, Shibamata, Ikebukuro, Akihabara, Shibuya, Shinjuku, Ueno, Meguro et Daikanyama).

Come attività abbiamo scelto di visitare una scuola di sumo, dove abbiamo incontrato dei campioni di questa arte, che in Giappone sono considerati personalità da rispettare e venerare, con i quali abbiamo discusso della loro vita quotidiana all’interno della scuola e partecipato a un loro allenamento.

Hakone e la regione del Monte Fuji

09 luglio. È una citta nel cuore delle montagne, a un’ ora e mezza da Tokyo, che oltre ad averci offerto una splendida vista del monte Fuji durante una gita in barca sul lago Ashi, é rinomata per i suoi numerosi bagni  di acqua termale calda che arriva diretta dal vulcano: gli onsen.

Di Hakone ci é rimasto il ricordo di un pomeriggio su una delle navi che trasportano i turisti attraverso le suggestive vedute di questo lago dal blu profondo, come la  cima perfetta del monte Fuji, simbolo del paese, o il torii di colore rosso, porta d’ingresso del santuario Hakone- jinja, oltre che di una tranquilla passeggiata nel parco Chōkoku No Mori Bijutsukan, museo d’arte contemporanea a cielo aperto, dove sculture monumentali contrastano il paesaggio montuoso circostante, in una pace e una tranquillità surreali.

Takayama, alle porte delle alpi giapponesi

10 luglio. Takayama, antica cittadina di mercanti nel cuore delle Alpi giapponesi, possiede diversi monumenti storici, tanto da farle meritare il soprannome di “piccola Kyoto”. Takayama ha prosperato durante l’era Edo, grazie alla maestria dei suoi carpentieri e falegnami, famosi ancora oggi in tutto il paese.

Questa tranquilla città, ha  preservato il suo centro storico fatto di case risalenti al diciassettesimo secolo, dall’architettura tipica delle case dei mercanti della regione, con una dominante di legno scuro. L’impressione era quella di trovarsi in un vecchio film, in un piccolo villaggio dove hanno sempre regnato pace e tranquillità.

Shirakawa e Kanazawa

11 luglio. Shirakawa è una remota regione montuosa che è stata a lungo tagliata fuori dal resto del mondo, ed è questo isolamento e il clima rigido che ha permesso l’emergere di una cultura locale unica che non può essere trovata in nessun’altra parte del mondo.  Il piccolo villaggio di Shirakawa-go, nel cuore delle Alpi giapponesi, è un patrimonio mondiale dell’UNESCO e beneficia quindi di tutte le attenzioni per preservare la sua autenticità. Ospita la più grande concentrazione di vecchie case dai tetti di paglia tipiche della regione: il Gassho-Zukuri.

12 luglio. Kanazawa, l’antica città dei samurai, invece, è un’immersione unica nel Giappone dell’era feudale. Sempre rigorosamente a piedi, con lo zaino in spalla, abbiamo passeggiato per i suoi quartieri tradizionali, per sue stradine pittoresche, fiancheggiate da case antiche e signorili, che insieme ai  canali,  al  castello e al magnifico giardino Kenrokuen ne fanno una destinazione davvero esotica.

A Kanazawa, abbiamo preso parte a una cerimonia del té, tradizione ancestrale dell’arcipelago, e mito della cultura giapponese.  Una maestra del tè, ci ha raccontato la storia di questa cerimonia, il suo simbolismo e i suoi codici, dopodiché ci ha invitato a prendere un té e a partecipare personalmente alle regole di questa arte. La cerimonia si è svolta in uno storico padiglione del tè, nel cuore dell’affascinante giardino  Gyokusen-en.

In questo piccolo villaggio, abbiamo visitato inoltre un tradizionale giardino giapponese:  Kenroku-en, ritenuto uno dei tre più belli del Giappone. Costruito dal potentissimo clan Maeda per un periodo di quasi due secoli, il giardino fu aperto al pubblico nel 1871. Se la lanterna Kotojitoro, con il suo stile unico dato  dalle sue due gambe, è il simbolo del parco, questo superbo giardino ci ha sorpreso per la sua grande varietà di alberi, fiori, giochi d’acqua e panorami, che rispettano pienamente i grandi precetti del giardino giapponese classico. Nel suo interno si trova inoltre la villa Seisonkaku, opera d’architettura tradizionale e continuando la nostra passeggiata, abbiamo scoperto anche il meraviglioso castello costruito durante l’epoca della dinastia Maeda. 

Di questi giorni fuori dalle grandi città, ci è rimasta impressa in particolare l’esperienza del riokan, abitazione tipica giapponese, dove siamo stati ospitati per tre notti. La vita quotidiana all’interno di un riokan, ruotava intorno ad abitudini a noi sconosciute , ma delle quali è stato impossibile non subirne il fascino: abbiamo fatto bagni termali nel giardino, sotto le stelle, completamente nudi, abbiamo soggiornato in una stanza  vuota, che all’ora della cena veniva imbandita di piatti freschi tradizionali, qualche volta perfino vivi e ci siamo poi addormentati su un tatami disteso nel centro di questa stessa stanza. All’interno di queste abitazioni ci siamo accorti che tutto riportava sempre alla ricerca dell’armonia, del rispetto, della purezza e tranquillità, ovvero i quattro principi fondamentali della cerimonia del té.

Kyoto

13 luglio. Kyoto, ex capitale del Giappone, ha ospitato la residenza degli imperatori per oltre mille anni. Distrutta nel 1868 durante la rivoluzione Meiji a beneficio di Tokyo, la città ha migliaia di templi, santuari e giardini segreti. La più bella visita fatta in quei giorni, e forse in tutta la vacanza, é stata il castello di Nijo. Ex palazzo dello Shogun Tokugawa Ieyasu e dei suoi successori, costruito nel 1603, il castello è superbamente decorato e presenta in modo realistico e vivido l’uso quotidiano dei salotti , utilizzando manichini di cera. Alla fine del regime dello shogun nel 1867, divenne per qualche tempo la residenza imperiale prima di essere finalmente ceduto alla città di kyoto e aperto al pubblico. A differenza degli altri castelli giapponesi, il castello di Nijo è riuscito a mantenere i suoi spazi di vita e di accoglienza. È stata quindi una visita originale e molto arricchente per scoprire la vita delle élite del Giappone feudale.

Impossibile inoltre non perdersi nei vicoli dei vecchi quartieri,  in particolare quello di Gion, fiancheggiati da case da tè, dove con un po ‘di fortuna si possono incontrare Geishe, soprattutto alla fine del pomeriggio,  quando le lanterne iniziano ad illuminare le strade storiche. Gion, delimitata dal fiume Kamo-gawa a ovest e dalle colline di Higashiyama a est, è piena di punti panoramici da non perdere: il santuario Yasaka-jinja, luogo di vita e di preghiera degli abitanti del quartiere, il tempio Kennin-ji e il suo soffitto dipinto con un incredibile drago, o i vicoli di Shirakawa e Hanamikoji, i più affascinanti della città, dove abbiamo trascorso una serata in una trattoria davvero tipica, chiacchierando con un ragazzo giapponese curioso di fare la nostra conoscenza. 

14 luglio. Durante i nostri giorni di soggiorno a Kyoto,  abbiamo visitato l’antico palazzo imperiale, situato nel cuore della città, all’interno di un immenso parco, residenza della famiglia dell’imperatore fino al 1868, quando la capitale fu spostata a Tokyo. Altre visite interessanti sono state il santuario Heian e il tempio Kiyomizu-dera.

Nara

15 luglio. Poco lontano dal centro, ci siamo diretti a Nara. Questa piccola città divenne nel 710 la prima capitale fissa del Giappone (all’epoca lo stato di Yamato). La città si chiamava allora Heijô-kyô e diventò una delle città più belle dell’Asia.. Molti dei suoi monumenti sono stati elencati come patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1998. Si può trascorrere un’intera giornata visitando templi e santuari per apprezzare la loro bellezza e l’unicità della loro architettura.

 Il giorno seguente, una breve passeggiata in campagna, nell’immediata periferia di Nara, ci ha permesso di scoprire i  tre  templi più importanti della regione: il tempio Tôshôdai-ji, che, in un paesaggio bucolico, presenta padiglioni risalenti all’era Tenpyo (729-749), il tempio Yakushi-ji, uno dei più antichi del Giappone, famoso per le sue due pagode, questo edificio con pareti bianche, legno vermiglio e persiane verdi è costruito in stile cinese e infine, il tempio Hôryû-ji, con una pagoda di cinque piani, considerata la più antica costruzione in legno del mondo. 

Himeji

16 luglio. Il giorno della partenza verso Osaka con una sosta a Himeji, che è nota soprattutto per il suo castello, costruito nel XIV secolo, uno dei più belli del Giappone, fortezza medioevale più grande del paese, si dice abbia l’aspetto e sicuramente la bellezza di un airone bianco che spiega le ali. Considerato il castello più bello del Giappone, è uno dei più rari, sfuggito a incendi, terremoti e devastazioni della guerra. Un’altra grande opportunità per noi di ammirare la magnifica architettura giapponese nella sua massima espressione. 

Osaka

Terza città più grande del Giappone dopo Tokyo e Yokohama, e quindi la più importante al di fuori della regione delle megalopoli. Grande porto commerciale sul Mare Interno, è attraversato da numerosi fiumi, il più grande dei quali è lo Yodo. L’arrivo a Osaka per noi,  ha coinciso con una rilassante passeggiata nell’incantevole giardino giapponese Koko-en, che ci ha offerto un magnifico paesaggio fatto di piccoli stagni abitati dalle famose carpe koi (grandi pesci arancioni), tanto care ai giapponesi, e attraversato da piccoli ponti di pietra.

17 luglio. La nostra giornata è iniziata con la visita al Castello di Osaka, un bellissimo edificio ricostruito in modo identico dopo la seconda guerra mondiale, circondato dai suoi immensi giardini . Abbiamo proseguito con una  passeggiata nel vivace e moderno quartiere di Umeda, con l’incredibile vista panoramica dell’Umeda Sky Building, l’edificio più futuristico della città, dal suo famoso osservatorio galleggiante.  Ci siamo poi incamminati a sud della città, verso il quartiere Tennoji , famoso per i sui contrasti, tra gli antichi templi di Shitenno-ji, sparsiall’interno di un parco alberato, e gli edifici nuovissimi di Abenobashi, in particolare l’imponente Abeno Harukas, il più alto grattacielo dell’arcipelago con il suo osservatorio all’aperto con vista mozzafiato sulla città. A pochi passi da questo quartiere  esclusivo, con i suoi centri commerciali e le boutique alla moda, ci siamo poi tuffati in una Osaka vecchio stile, lasciandoci trasportare dall’atmosfera popolare dei vicoli di Shinsekai, con i suoi ristoranti tipici e le sue sale giochi che offrono intrattenimento d’altri tempi, il tutto sotto le colorate luci al neon di Tsutenkaku, la mini Torre Eiffel locale, diventata un simbolo di Osaka.

Da non perdere il mercato Kuromon Ikiba, pieno di colori e profumi, dove si può passeggiare tra le 170 bancarelle di quello che è il mercato più antico di Osaka e scoprire  i prodotti freschi e di punta della gastronomia giapponese. Tradizionalmente, le donne giapponesi venivano qui per acquistare i prodotti necessari per i ristoranti della città, gestiti dai loro mariti.

Quello che mi rimane di Osaka é un’indimenticabile sensazione di ammirazione e di grande rispetto per una città così moderna, quasi futuristica, pulita, organizzata e dinamica, al contempo contrastata da continue parentesi di tradizioni antichissime. Inoltre, arrivati alla stazione di Osaka, abbiamo trovato la troupe di un canale televisivo che ci ha chiesto se poteva intervistarci sul nostro viaggio, su ciò che cercavamo e ciò che più ci era piaciuto ed è stata per noi un’altra grande occasione di scambio culturale.

Le mie sensazioni alla fine di questa avventura? Ammirazione, per un mondo così lontano e diverso dal nostro, ma così interessante per la sua capacità di offrire, a chi ha voglia di scoprirlo,  una prospettiva nuova al nostro modo di   vedere le cose: i sentimenti, gli oggetti, lo spazio, la natura, la cucina acquisiscono in Giappone un’altra forma e un altro valore e si sa, imparare a vedere le cose sotto nuove prospettive é l’unico modo per capirle veramente.

Miriam

 

 

 

 

 

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Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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