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Varese a Natale, la città dal giardino innevato

Varese, una città abbracciata da laghi, monti e colline, decorata da ville antiche e un centro storico elegante come un salotto aristocratico.

 

Quando mancano pochi giorni a Natale, uno dei momenti più classici nel nostro tempo libero, è quando ci infiliamo un cappotto caldo, cuffia, sciarpa e guanti, per andare a fare un giro in centro e qualche compera al mercatino di Natale, alla ricerca dei prodotti artigianali del nostro territorio, da regalare o da godersi in famiglia o con gli amici, magari la sera stessa.

       

 

Ma veniamo a noi. Un vero viaggiatore non si accontenta di qualche ora tra le attraenti bancarelle di una piazza  illuminata a festa. Per quanto la musica, i profumi e gli oggetti possano creare un’ambiente seducente, l’istinto sarà sempre quello di guardare un po’ più lontano e andare alla ricerca dei piccoli dettagli che svelano la vera anima del luogo.

              

 

È per questo che oggi vi voglio parlare di Varese, la mia città natale. Perché voglio che chi decide di affrontare il freddo dei giorni che precedono il Natale per venire a visitarla e magari fare un giro al mercatino di Natale sappia che questa città è un piccolo angolo di mondo pieno di belle storie, celate tra le sue chiese, le sue ville, i suoi parchi, le sue strade, i suoi vicoli e tutte le persone che la abitano.

       

 

È arrivato il momento di vivere questa bella giornata: se arrivate al mattino, magari all’alba di un giorno di sole, farà un freddo tremendo, ma tutto sarà illuminato da una luce speciale, unica di questo periodo dell’anno ( e a discapito del titolo, non sempre nevica prima di Natale…)

Le cose vanno fatte come si deve, si sa, quindi cominciate con una prima colazione come si fa da noi. Andate in una buona pasticceria ( Zamberletti, Buosi, Sartorelli le mie preferite) e prendetevi un cappuccino (oppure un caffè, naturalmente) e una brioche. Leggete qualche titolo di giornale e fatevi due chiacchiere con le persone intorno a voi. A Varese la gente è socievole e non ha mai perso l’abitudine di ritagliarsi un po’ di tempo per due battute prima di iniziare la giornata o per prendersi una piccola pausa.

       

 

Dopo questo piccolo momento magico, avete davanti a voi un’intera mattinata. Se decidete di restare in centro potete fare una visita ai giardini di Palazzo Estense, il municipio della città: in stile “barocchetto lombardo” con influssi neoclassici, si affaccia su questi raffinati giardini, ispirati a quelli del palazzo imperiale Shonnbrunn a Vienna. Una rilassante passeggiata tra fontane, sentieri e scalinate verdeggianti, vi permetterà di ammirarli in tutto il loro sfarzo e la loro eleganza e vi condurrà a villa Mirabello (sede del museo civico archeologico) e alla Torretta del Robbioni , dove raggiungerete la parte panoramica.

 

         

 

Dopo avere respirato l’aria pulita e calma di questa città, ammirando il suo panorama dall’alto dei giardini, divertendovi a fare un sacco di belle foto e magari assaporando un altro cafferino, avrete ancora davanti a voi qualche ora per vivere la città.

Se volete allontanarvi per qualche ora, prendete la macchina e dirigetevi verso il Sacro Monte di Varese, la nostra perla. Non si può venire a vedere Varese senza salire sulla cima del Sacro Monte (880 m s.l.m.) per ammirare i dintorni della provincia in tutta la loro bellezza.Patrimonio dell’Unesco dal 2003, risalente al 1604, è costituito da un sentiero acciottolato con quattordici cappelle dedicate ai misteri del Rosario, che conducono al villaggio di Santa Maria del Monte e al suo santuario. L’ambiente è mistico e la vista è surreale. L’aria è pura e avvolti nel silenzio di questo luogo religioso, potete passeggiare ammirando laghi, cime di montagne innevate, colline verdeggianti e villaggi a perdita d’occhio, concedendovi un momento mistico per le vostre riflessioni più intime.

Sulla strada che vi condurrà al Sacro Monte, nel rione di Sant’Ambrogio, potete decidere di visitare il parco della villa Toepliz . Questo parco è caratterizzato da una ricca varietà di specie vegetali, che accompagnano i visitatori nella passeggiata lungo i viali dolci e sinuosi del parco, da cui si possono ammirare i giochi d’acqua delle sue splendide fontane. Lungo la strada che conduce dal Sacro Monte alla Villa Toeplitz, la ricchezza della vegetazione di questa città fa da cornice alle splendide ville Liberty tipiche della zona.

Altrimenti, se siete arrivati a Varese in auto, non troppo lontano dal centro, potete anche decidere di andare a passeggiare sull’omonimo lago. Attorno al lago di Varese esiste una pista ciclopedonale di una lunghezza di circa 28 Km, che vi permetterà, in qualsiasi punto accederete, di godere di un’atmosfera particolare , tra zone fittissime di vegetazione acquatica, una fauna ricca di circa 170 specie diverse di uccelli e i dolci colori delle Prealpi varesine come cornice.

 

 

É ora di pranzo e siete affamati? Volete concedervi una pausa pranzo semplice, ma assolutamente indimenticabile senza spendere una fortuna? Di pizzerie e ristoranti ce ne sono un’infinità, per ogni gusto ed ogni tasca ma personalmente per me  non ci sono dubbi: la pizzeria Piedigrotta oppure la pizzeria Bella Napoli. Entrambe vi faranno vivere il vero ambiente della pizzeria italiana e vi offriranno una selezione di piatti davvero eccellenti, con in più quel pizzico di eleganza tipico varesino. (vi consiglio vivamente di riservare).

Ma veniamo ora al nostro mercatino. Il vero viaggiatore non si accontenterà di uno sguardo superficiale, ma cercherà di respirare al massimo l’autenticità del luogo. Il mercatino di Natale a Varese è in piazza Monte Grappa, la piazza centrale della città, caratterizzata da architetture del periodo fascista, dalla quale partono tutte le strade più importanti del centro cittadino. Accanto a un grande abete addobbato, è costituito da tradizionali casette in legno che vendono prodotti tipici, alimentari e non.

Si possono trovare pantofole in lana, maglieria, oggetti decorativi natalizi, tutto rigorosamente artigianale, oppure formaggi freschi di diverse regioni, noccioline tostate o frittelle, insomma, è impossibile non lasciarsi coinvolgere dagli oggetti e dai profumi di questo luogo magico che ci fa tornare ogni volta bambini. Ma sparsi ovunque in questa piccola città ci sono anche gioielli artistici e architettonici dal valore inestimabile, che sarebbe un vero peccato non apprezzare.

 

   

 

Prendiamo il tempo, dunque, dopo qualche acquisto e un buon vin brulé, di passeggiare sotto i portici di corso Matteotti, nella zona pedonale, di ammirare la Basilica di San Vittore (i suoi interessanti affreschi, il suo battistero in stile gotico e il campanile barocco) attraversando l’Arco Mera (collegamento tra piazza del Podestà e piazza San Vittore, voluto dall’omonimo canonico nel 1850 e costituito da lapidi e affreschi), ma anche il Cortile del Broletto ( la facciata attuale e i suoi raffinati affreschi, risalgono ad un ampliamento del secondo decennio del seicento ), oppure, partendo dalla piazza del mercatino e percorrendo la via Carrobbio, la splendida chiesa di Sant’Antonio alla Motta, situata nell’omonima piazza e famosa per il suo falò (a due passi dall’ingresso dei giardini di villa Mirabello, chiesa barocca risalente al 1593 ). Ognuno di questi luoghi cela la sua anima in modo discreto come tutto ciò che è raffinato ed elegante e ha una lunga storia da raccontare, per chi ha voglia di ascoltarla. Varese è una città da ammirare, per ciò che è visibile e invisibile: per i suoi portici, i suoi caffè, i suoi edifici religiosi e storici, per la sua natura ma anche per la gente che ogni giorno contribuisce a preservare la sua cultura e le sue tradizioni .

La bellezza dell’Italia a mio parere è costituita non soltanto dalle grandi opere di architettura che tutto il mondo ci ammira, dalla sua natura, dal mare e dalla montagna, ma anche da tutti i piccoli mondi che esistono fino ai paesini più sperduti, nelle città sconosciute, che a modo loro, per chi ha voglia di ascoltare, raccontano storie piene di passione.

 

Miriam

 

Pensiero ecologico:

Il vero viaggiatore non si ferma all’aspetto superficiale delle cose, ma affronta il suo viaggio partendo da vicino, ovvero osservando con il cuore ciò che ha intorno a sé, sempre, senza bisogno di andare lontano.

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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