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Viaggiare in Romania: i vulcani di Buzau

Le avventure continuano in quel di Bucarest e dintorni. Visita ai vulcani di Buzau.

       

Lo scorso week end  abbiamo voluto “mettere un check” ad un’altra destinazione di cui abbiamo tanto sentito parlare e che ci incuriosiva: i vulcani fangosi, fenomeno naturale tipico della zona di Buzau, 110 Km. circa a nord-est di Bucarest. 

Ma una visita così, sebbene estremamente interessante, si può comunque arricchire con qualche tappa e valorizzare con un’ esperienza di immersione nella realtà della vita locale. 

Se partite la mattina, per esempio, potete concedervi una sosta a Casa Timiș, che troverete lungo la strada. Questa tenuta, costituita da una casa antica all’interno di una vastissima area di  vigneti è un progetto di restauro nato con l’ambizione di valorizzare l’identità del popolo rumeno.

Costruita nel 1925, Casa Timiş è  un esempio rappresentativo dello stile neo-rumeno.  Oggetto di un’ampia ristrutturazione nel 2015, sotto la guida degli architetti Calin Hoinărescu ed Elena Costache, che si sono impegnati a  a ripristinare lo spirito nobile del passato, é immersa in un’atmosfera senza tempo. 

Grazie alla sua posizione, Casa Timiş  è diventata una delle mete preferite per coloro che desiderano una piccola fuga dalla città e cercano un luogo per riconnettersi con la natura più pura, quindi per noi é stato impossibile non andare a curiosare, anche solo per una sosta veloce.

Lo stile e la personalità del maniero proiettano in un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso la scelta coraggiosa degli architetti  di combinare il moderno con il tradizionale. 

Ed é proprio così che è cominciato il nostro week end: gustando un cappuccino viennese su una terrazza soleggiata, facendoci accarezzare dal sole e dal vento, circondati dal silenzio dei vigneti. 

Dopo questa piacevole sosta, ci siamo rimessi in strada fino a raggiungere una tradizionale casa di campagna nei pressi di Buzau, dove eravamo ospiti per il weekend. Ad aspettarci c’era una tavola imbandita di specialità locali: sarmale, salumi, formaggi, birre, ma la cosa più bella era essere ospiti di persone che volevano condividere con noi le loro abitudini e le loro tradizioni. 

Dopo pranzo siamo finalmente partiti alla volta dei famosi “vulcani noroiosi“. Si tratta di una riserva botanica e geologica,  la cui caratteristica più spettacolare sono i vulcani di fango, buche a forma di piccoli vulcani, all’interno dei quali si crea un eruzione di fango e gas naturali. 

La riserva é unica in Romania e rarissima in Europa. L’eruzione dei gas verso la superficie della terra attraversa strati di argilla, acqua salata e fango, che sgorgano dalla bocca di questi piccoli vulcani, mentre il gas emerge in forma di bolle. 

Quando il fango secca, crea una superficie relativamente solida e camminarci sopra dà una piacevole sensazione di sofficità. La riserva é vastissima, il paesaggio è lunare e l’esperienza è stata quella di una passeggiata veramente unica,  tra le morbide dune di questa riserva naturale dove l’unico rumore che si può sentire è quello del vento.

Il nostro pomeriggio è volato alla ricerca della duna più panoramica, del vulcano più grande, della fotografia più bella, tra chiacchiere e risate. Quante belle sorprese in Romania per gli amanti della natura! 

La sera, lungo la strada che attraversa i boschi, abbiamo trovato un ristorante tipico della zona.  All’interno era arredato con  armonia, suddiviso in spazi luminosi con mobili antichi di grande eleganza e proponeva piatti tipici della tradizione rumena. Perfetto per una serata tra amici. 

Il mattino seguente ci siamo svegliati con il canto del gallo,  mentre in soggiorno ci aspettava una prima colazione tradizionale: uova, zacusca, pane caldo, salame, formaggio e caffé a volontà. Dopo una colazione così puoi fare tutto, sei allegro e pieno di energia, e noi ci siamo inerpicati tra i saliscendi dei sentieri nei boschi circostanti. É stata una giornata perfetta, fresca e soleggiata, trascorsa ascoltando il rumore dei nostri passi nella terra e tra foglie morte, attraversando boschi per ammirare i primi germogli e fiori, piccoli dettagli della natura che a inizio primavera rinasce timidamente.

Cosa posso dire per concludere…forse che per noi viaggiatori due giorni possono ricaricare enormemente, se si spendono cercando di appagare la nostra fame di esperienze e di scoperta del mondo con qualche avventura in un luogo sconosciuto non troppo lontano…basta sapersi guardare intorno con occhi diversi…

 

Miriam

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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