Cambogia. Siem Reap
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Viaggio in Cambogia. Siem Rhep

Antichi templi, fiumi impetuosi, foreste incontaminate: la Cambogia

 

 

Cari amici,

Come anticipato, ma soprattutto come promesso a chi me lo chiedeva da tempo, ho deciso di scrivere un articolo sul mio viaggio in Cambogia in famiglia e spero che i miei consigli possano essere di ispirazione per chi decidesse di fare un viaggio in questo paese dalla natura e dall’accoglienza davvero unici al mondo. La mia vacanza era divisa in due parti, tra Cambogia e Thalilandia, ma in questo articolo vi parlerò solo del soggiorno a Siem Rhep, in Cambogia, e di tutto quello che in soli quattro giorni può offrire a un turista.

Siem Reap è la città della Cambogia che permette l’accesso ai favolosi templi  d’Angkor, la cui vicinanza rende la città particolarmente turistica, ma diversi altri luoghi nei dintorni sono da non perdere: i villaggi galleggianti di  Tonle Sap, il parco ornitologico di Prek Toal, oltre ai negozi di artigianato e laboratori di scultura, seta e lacche vegatali che si possono trovare uno’ ovunque, oppure anche  il centro di formazione per la rinascita della ceramica Khmer. A una cinquantina di Kilometri da Siem Reap, inoltre, la montagna di Kulen offre dei paesaggi incantevoli.

L’agenzia al quale ci siamo appoggiati, Marco Vasco (www.marcovasco.fr ), aveva organizzato per noi una serie di attività che potessero permetterci di approfittare al massimo di tutto ciò che c’era da visitare. Al nostro arrivo siamo stati accolti in un piccolo albergo immerso in una natura talmente rigogliosa che lo rendeva  quasi invisibile. (Rokkhak River Resort, Wat Enkosei Riverside road, Krong Siem Reap ).

Bellissimo arrivare stanchi da un lungo viaggio e trascorrere una serata seduti a un tavolo sotto le stelle, circondati dal profumo delle palme, delle piante e dei fiori tropicali tipici del luogo, dal canto degli uccelli, gustando i piatti tipici del luogo. Che benvenuto indimenticabile! Il mattino seguente siamo partiti, naturalmente dopo un buon caffè e un abbondante prima colazione a base di pane e frutta fresca, in tuk tuk, il pittoresco taxi a tre ruote utilizzato prevalentemente nel sud-est asiatico, considerato un simbolo cittadino, alla volta di Anghor Thom.

Angkor Thom, che in lingua khmer significa Grande Città, è il nome attualmente usato per l’ultima delle capitali dell’ Impero Khmer sorta nel sito di Angkor.  Fu fondata nel tardo dodicesimo secolo e copre un’area di circa 9 km², in cui si possono trovare diversi monumenti, sia di epoche precedenti che costruiti dal re Jayavarman VII e dai suoi successori.

Angkor Thom è un insieme architettonico al quale si accede da cinque diverse porte monumentali, con al suo centro il tempio di Bayon, celebre per le facce sorridenti scolpite sulle quattro facce delle guglie che si elevano sempre di più, man mano che ci si avvicina alla torre centrale.

Sempre restando ad Anghor Thom, la seconda visita organizzata per noi era al tempio di Baphuon, tempio montagna a cinque livelli costruito a metà dell’ XI secolo, dedicato al dio indù Shiva e convertito nel XV secolo in tempio buddista, seguita da una passeggiata all’interno dell’antico Palazzo Reale dove si trova il santuario di Phimeanakas e infine la scoperta della famosa terrazza degli Elefanti e quella del Re Lebbroso.

Nel pomeriggio ci siamo spostati ad Angkor Wat, ovvero “Tempio della città”, sito archeologico e capolavoro dell’arte Khmer, all’origine nato come tempio indù dedicato a Vishnu e diventato in seguito tempio buddista. Angkor Wat esprime le principali caratteristiche dell’architettura cambogiana: c’è un tempio montagna e altri templi a galleria.

               

 

Abbiamo avuto la fortuna di avere come guida una donna straordinaria, che per rispondere alle nostre domande su quanto era accaduto durante l’epoca del genocidio cambogiano, tra il 1975 e il 1979, sotto la dittatura di Pol Pot, ci ha raccontato la storia della sua famiglia e della sua vita, accompagnandoci a rivivere con lei una pagina di storia che ci ha fatto riflettere profondamente.

A fine giornata siamo rientrati in hotel e dopo una doccia veloce siamo ripartiti alla ricerca di un buon ristorante, curiosi di scoprire la cucina tipica. Una volta trovato, ci siamo abbuffati di pollo al curry, riso e verdure speziati, davvero deliziosi, riposandoci da una lunga giornata, dal fuso orario e dalle forti emozioni provate.

L’indomani siamo andati a visitare Banteay Srey e Ta prohmBanteay Srei, che significa che “Cittadella delle donne”,  è un tempio di rara finezza, costruito in arenaria rossa. Il dettaglio delle sculture e delle decorazioni presenti in ogni angolo del tempio è un vero e proprio incanto per gli occhi. Oltre a questo, abbiamo visitato il santuario di Banteay Samrè, un piccolo capolavoro del periodo classico, magistralmente restaurato.

Nel pomeriggio, dopo un ottimo pranzo in una terrazza in compagnia di altri turisti, abbiamo  visitato il tempio di Ta Prohm, il bacino di Sras Srang e il tempio di Eastern Mebon. Verso la fine della giornata, abbiamo ammirato il magnifico tramonto sul tempio di Pre Rup.

Nel tempio di Ta Prohm il fascino mistico dell’Oriente si unisce alla natura primordiale: alberi enormi si fondono con le antiche pietre a dimostrazione della supremazia della natura sull’uomo. Nonostante oggi sono quasi tutti in rovina, i templi rimasti, circa un’ottantina, costituiscono comunque una meravigliosa testimonianza della civiltà dell’impero Khmer.

Il mio ricordo più intenso di quella giornata è quando ci siamo riposati tutti insieme,  accarezzati dal tepore e dalla luce del tramonto, sul tempio di Pre Rup, circondati dall’atmosfera tipica di una religione, quella buddista, di pace interiore ed esteriore, di compassione, di rispetto, di dialogo e pazienza, sentimenti che in un luogo così si avvertono nell’aria che si respira.

   

La mattina del terzo giorno era dedicata alla crociera sul lago Tonle Sap.  Partenza dal nostro piccolo hotel la mattina presto, dopo un riposo da guerrieri e percorso lungo una strada che attraversava la campagna, circondati da una vegatazione lussurreggiante che ogni tanto lasciava intravedere piccoli villaggi. Arrivati a destinazione, siamo saliti a bordo di una barca in legno che navigando nel lago Tonle Sap, ci ha permesso di scoprire i villaggi di pescatori galleggianti e la vita quotidiana tradizionale delle famiglie che vivono sulle loro barche.

Il lago Tonle Sap è il più grande lago di acqua dolce del sud-est asiatico ed è un luogo ecologicamente critico, dichiarato come “riserva della biosfera” dall’Unesco, nel 1997.  Quello che colpisce l’occhio sono le luci e i colori che si riflettono nell’acqua nelle diverse ore della giornata rendendolo un luogo magico.

L’ultimo pomeriggio è trascorso curiosando nei negozi di artigianato locale della città di Siem Rhep, ammirando le diverse sculture religiose, i tessuti di seta colorati e visitando una fabbrica che si impegna a far rinascere la fabbricazione delle ceramiche classiche Khmer e la serata, come sempre, in un accogliente ristorante tipico, la cui cucina, credetemi, è davvero indimenticabile.

 

 

 

 

 

Il mattino seguente abbiamo chiuso i bagagli e ci siamo diretti verso l’aeroporto, destinazione Bangkok. Indelebili nella mia memoria resteranno in particolare alcuni momenti vissuti in quei quattro giorni: la prima serata all’hotel, sotto le stelle, respirando profumi nuovi nell’aria calda e umida dei tropici, oppure le chiacchiere tra me e un gruppo di cambogiane in un salone di parrucchiera per niente turistico, le visite ai templi, dove ogni minimo dettaglio meritava di essere ammirato come un’opera d’arte  e la sensazione mai provata di allegria, pace e serenità interiore ed esteriore, trasmessa da questo popolo.

 

Miriam

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatrice, lettrice, scrittrice e sognatrice.

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